un dessert che ricorda lapilli di lava nera, battige (o battigie?) morbide di sabbia gialla, pareti di arenaria color biscotto…
un tiramisù che non tira sù a picco la glicemia, né il colesterolo, che ci “svezza” -finalmente!- dal mascarpone fatto col latte di una mamm(ifer)a balia che, in quanto balia, non è la nostra mamma, appunto. e che in più è pelosa, ha quattro zampe, vive nella maggioranza dei casi in condizioni pesantissime per lei (legata, con poco spazio a disposizione, a volte scelleratamente alimentata -lei che non mangia cibo animale- come se fosse onnivora,…)
…e se ci fa questo grande regalo -il suo latte- è SOLO perchè ha appena dato alla luce un piccolo che le viene tolto quasi immediatamente per poterlo avviare al macello dopo un breve periodo di prigionia e anemia forzata (in questo modo la carnina del povero animalino -di fatto malato- rimane tenera e rosa… giusta giusta per i cuccioli di mamm(ifer)a umana, giusta giusta per essere omogeneizzata e messa in quei delicati minivasetti di vetro che tutt* noi figli degli/dagli anni sess/ttanta in avanti abbiamo ben stampati nel cervello…)
…non ci avevate mai pensato, eh? tutte le mamm(ifer)e (anche la vostra!) producono latte SOLO se hanno partorito da poco… quindi a brave intenditrici e intenditori poche parole…
non dimentichiamo inoltre -mi spiace, oggi vado giù pesante e procedo quindi con l’ultima mazzata- che il latte della mamm(ifer)a pelosa a 4zampe dal punto di vista nutrizionale è programmato per un cucciolo (peloso e a 4zampe pure lui) che, se lasciato vivo, in poche settimane moltiplicherebbe esponenzialmente le sue dimensioni fino a diventare grande come la sua mamma…
fate(vi) voi le vostre riflessioni/domande, la mia è: sarà questo uno dei motivi per cui, nei paesi dove negli ultimi 30/40 anni il consumo di latte e derivati è andato esponenzialmente incrementando, le nuove generazioni hanno 6 numeri di piede in più e sono più alte due spanne rispetto alle loro bisnonne/i?!!! una cosa è certa : il latte, soprattutto vaccino, è ricco di un fattore di crescita che si chiama IGF1 e che se fa crescere i vitellini così in fretta può far crescere anche altre cose, in fretta… le neoplasie per esempio, tema su cui qualche medico e medica illuminat* dell’isituto tumori di milano sta (per fortuna) martellando da un po’…
ma veniamo a questo tiramisù (cruelty-free e sugar-free)
1 pacchetto circa di biscotti secchi (sicuramente senza zucchero, uova e -dopo i racconti di oggi- senza latte e burro di qualunque mamm(ifer)a)
2 conf. di budino di soia alla vaniglia
(o fatto in casa con ¼ l di latte di riso, ¼ di latte di soia, 1 C scarso di agar agar in fiocchi, 150 gr di malto, 1 C di crema di mandorle, 2 C di amido di mais, 1 p di sale, 1 p di vaniglia in polvere – far scaldare latte, agar agar sale e vaniglia, quando è ben caldo unire il malto e la crema di mandorle, mescolare bene con la frusta e portare a bollore, nel frattempo sciogliere l’amido in poca acqua fredda e versarlo nel liquido bollente, sobbollire per 2 o 3 min. continuando a girare con la frusta, spegnare e lasciar raffreddare)
caffè d’orzo q.b.
qualche C di cacao amaro in polvere del commercio equo
granella di nocciole o mandorle (facolt.)
cioccolato fondente a scaglie (facolt.) (attenzione qui un po’ di zucchero c’è, mannaia!, ma da un po’ esiste un cioccolato sugar-free che a intermittenza ho visto comparire in qualche negozio di prodotti bio…)
bagnare i biscotti con il caffè e disporli in una terrina, ricoprirli con il budino e andare avanti così per 3 o 4 strati, chiudendo con il budino; guarnire con il cacao spolverizzato attraverso un colino, lasciare riposare in frigo togliendo per tempo prima di sprofondarvici dentro… (aggiungere, volendo, granella di mandorle o nocciole e/o scagliette di cioccolato fondente, poco ; -) …)
…e per titarvi su musicalmente (dopo che vi ho tirato giù pesantemente con le infinite tristezze che ruotano intorno al latte animale…) alzate bene il volume e disponetevi a ballare e a saltare e a cantare insieme alla solare, spensierata, splendida, splendente señora mexicamericana che ci dà la sua energica mexicanarabeggiante versione della storia di una
cucaracha* que no puede caminar
porque no tiene, porque le falta marijuana que fumar
*scarafaggia -più simpatica al femminile- il resto si capisce, credo…
2 Comments
E brava la chefa, tre ricette in una !!!!! Da provare al più presto….
Ed a proposito delle latino-americanate che mi dici di Xavier Cugat !!!
In beso Stef.
grazie stefano!, ma perchè tre?…
di questo xavier so poco o niente, andrò a “nasare”…
besos