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sì dolce strapazzata, sì dolce concerto

qualche sera fa si improvvisa una cena a casa di stefano, mio grande alunno di cucina, ormai grande “cocinero” nonchè fotografo (la foto è sua!..) ..casa e zona cottura sempre accoglienti, avvolgenti, dolci, calde.. grazie stefano

prima di tutto passeggiata con cagnoline nei boschi della franciacorta, a farsi arrivare in faccia l’aria frizzante serale dell’autunno ormai netto, almeno qui nel nord dello stivale, poi a improvvisare con le mani e la testa un jazz di colori, consistenze, profumi, tagli, sapori ai fornelli…

strapazzata jazz di tofu e verdure autunnali (con tocchi di dolcezza di fine estate gardesana e sarda)

dal frigo di stefano esce un panetto di tofu fresco, lo mariniamo a fettine con un po’ d’acqua e shoyu per una mezzoretta, poi tagliamo a listarelle tutte le verdure di flavio -il mio personal pusher gardesano bio- prese in blocco e a occhi chiusi dal mio frigo, le saltiamo in pochissimo olio e, man mano le buttiamo in padella, le saliamo “poco poco”, come si direbbe sull’isola più dolce/irruente del mediterraneo (prima cipolla, poi carota, poi cavolo rapa, poi la costa del cavolo cinese.. coltivato sul garda, sia chiaro..), quindi facciamo cadere una pioggia di tofu sbriciolato con le mani, e saltiamo ancora un po’, aggiungiamo solo alla fine la parte verde chiara, tenera e riccia del cavolo cinese e spegnamo il fuoco (..un dubbio mi assale: spegnamo o spegniamo???..)

gustiamo fumante vicino a un’insalata tiepida di broccoli al vapore mescolati a rucola, ultimi rapanelli al limite del fuori stagione (ma a settembre ha fatto caldo e si trovano ancora) e qualche listarella di buccia di mele florina -sempre del pusher- profumatissime ..buccia bellissima che dopo aver pulito le mele per il dessert non oso buttare..
il tutto addolcito con qualche chicco d’uva marzemino (ancora del pusher e come vedete un po’ macchiata perchè il bello del davvero bio è anche un chicco d’uva non perfetto..) e qualche fettina di melone bianco sardo da sballo che gira ancora per casa e che fa pensare con… “sì dolce tormento” all’estate, alle vocali aperte cagliaritane, agli incontri intensi che si fanno quasi sempre e quasi ovunque su quella meravigliosa nave spazzata dai venti e adagiata in mezzo al mediterraneo…

ieri sera invece a nave (BS) due signori dolcissimi come il melone sardo, hanno sparso note altrettanto dolci nel raggio di qualche kilometro quadrato prealpino
…e nel dopoconcerto, davanti a una pizza, ho avuto il privilegio di assaporare ancora altra loro dolcezza e grande, grandissima semplicità parlando a lungo di berchidda, new york, philadelphia, (la città, non quel panetto multinazionale, frutto di sfruttamenti vari, che chiamano formaggio da spalmare!.. : (( ) west e est degli stati uniti, zappe, asinelli sardi e black panters, malcolm x e canti gospel, aretha franklin e rokia traoré, maria joao e patty la belle..
thank you uri, grazie paolo..
grazie giancarlo di slangmusic (..non ti vedevo da secoli!!!!..), che regalo avermi invitata a..sì dolce dopoconcerto!!!..

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