ci sono un sacco di cose in questa splendida isola mediterranea, mentre scrivo purtroppo in fiamme e in più luoghi!!! ; -(((((((, isola grande “quasi un continente” come dicono i cartelloni (fatti apporre dal governatore soru qualche anno fa) che ti accolgono a elmas…
un sacco di musica, un sacco di cibi, un sacco di mari, un sacco di storie di donne (e uomini) resistenti, …tutti ingredienti di questo sognante (e a volte delirante ; -))) ), resistente, spesso declinato al femminile plurale blog…
tante cose, dicevo, ma due cose sole per voi, oggi:
l’immagine di un piatto gustato con pupille e papille in un ristorante di alghero, condotto da una manciata di cuoche decisamente resistenti e al potere …un posto dove si parla catalano (ko’ de kàp =colpo di testa) ma anche vegano, concetto che esploreremo e di cui -spero- discuteremo presto qui insieme in lungo e in largo (i sushi di pesce ci sono -non posso negarlo- e in sardegna, vicino alla costa, probabilmente sarebbe impensabile ad oggi una situazione totalmente “cruelty free”***, ma sono in assoluta minoranza, carne neanche dipinta, una grande, grandissima scelta invece di cibo vegetariano e soprattutto vegano)
l’altra cosa per voi:
all’inizio dell’intensa giornata di ferragosto una scricciola signora cantante del mali che a “time in jazz” (festival jazz -e molto altro- che uno scricciolo signore trombettista sardo ha portato quest’anno alla sua 24esima edizione), di fianco a una chiesina sconsacrata in un bosco di sughere poco fuori berchidda, ha sciolto tutt* quant* intorno all’ora di pranzo con la dolcezza/potenza della sua voce
***…cruelty chi??? …durante il pranzo berchiddese di time in jazz 2010 (zuppa berchiddese fatta con spianata sarda rafferma -una sorta di piadina per i non sard*- sugo di pomodoro, palate di pecorino sardo e grasso brodo di pecora a inzuppare il tutto, e poi ancora pecora lessa per secondo affiancata da una timida insalata verde) chiesi a paolo fresu, negli ultimi anni sempre più attento e curioso nei confronti delle tematiche ambientali, se prima o poi ci sarà spazio nel suo festival per una riflessione sull’impatto che il nostro modo di mangiare quotidiano ha sull’ambiente e sulla salute delle persone… sorridendo mi disse: “vuoi dire vegetariannesimo? qui a berchidda lo vedo ancora molto lontanno”…
…”speriammo che prima o poi si avvicinni”, dico io ; -)))
6 Comments
Grazie Elena per tutto cio’ che condividi e mi fai conoscere! ♥
Musica stupenda! ciao ^_^
Ciao Elena, ci siamo conosciute in Sardegna in occasione del reading di Angel a Lanusei, presso i l bosco Seleni, ti ricordi è stato molto interessante conoscere te e il tuo blog “Cuoche al potere”.
Ti scrivo a proposito di Berchidda e della lontananza dal cibo cruelty free, io partecipo con il mio forno alla sagra delle ciliegie di Lanusei che si svolge l’ultima settimana di giugno, solo cibo d stagione prodotto dal mio gruppo di amiche (cariche di energie voglia di fare) “pistoccu integrale”, “moddizzosu di patate”, mio cognato offre il “casu Ascedu” fatto dal latte delle sue caprette che vivono allo stato brado in svariati ettari di campagna e mangiano solo germogli e erba fresca, il dolce il “pane e congiu” e “is papassinas” e poi raccolta differenziata e piatti e bicchieri ecologici, biodegradabili, due giorni di lavoro e fatica circa mille persone che vengono da diversi anni da tutta la Sardegna e non, per gustare i nostri cibi. Km 0 assoluto, bio, e sorrisi nel prepararli e nell’ofrirli. Un altro mondo è sempre possibile ed è sempre dietro l’angolo…
Un bacio se puoi rispondimi e vieni alla sagra sei mia ospite… a proposto nel mio orto ho cavoli di tutti generi mi dai qualche consiglio per cucinarli?
cara patrizia, certo che mi ricordo!!!,
come non ricordare quel concerto, la dolcezza e la storia di angel galzerano traferite in musica, quelle chiacchiere sul potere del femminile, quelle patate rosse con la buccia cotte nella stufa e quel vino rosso corposo mentre fuori a mille metri l’autunno era arrivato (anche in sardegna) e pioveva?
(berchidda -time in jazz- devo contattarla a giorni per provare a imbastire una cosa che se va in porto è una bomba… vegetale!!!)
per quanto riguarda la sagra delle ciliegie, se sono in sardegna in quel periodo (e farò il possibile per esserci!), sono sicuramente delle vostre e molto volentieri tua ospite, grazie, la vostra sardità è spessissimo caratterizzata da un senso dell’ospitalità caldissimo
cavolo!, cavoli di tutti i generi in sardegna!, che bello!, …se mi dici che tipi di cavoli hai (cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo nero, cavolo broccolo, cavolfiore, cavolo riccio, cavolo navone, cavolo rapa,…….) ti invio qualche ricetta buona buona per contrastare il freddo dei mille metri di lanusei (che sarà simile a quello che sto provando io qua nel profondo nord con gelate costanti notturne e risvegli con tetti, orti, e piante tutte ormai vestite di bianco…)
Ciao Elena, i miei cavoli biologi dal seme alla crscita sono: palla di neve, cappuccio, verza e broccolo.Ho piantato anche 40 carciofi, speriamo bene sono già a buon punto… chissà se rusciranno a crescere a mile metri. Hai letto qualcosa di Marija Gimbutas “Il linguaggio della dea”? E’ bellissimo.. parla anche del culto della dea madre in Sardegna…
baci Patrizia
ciao patrizia,
scusa il ritardo nella risposta, sono (stata) un po’ lontana dal blog..
allora, vediamo.. coi cavoli che hai nell’orto si possono fare migliaia di cose.. vediamone almeno una per tipo
palla di neve:
dovresti provarlo in una meravigliosa e semplicissima ricetta sarda, assaggiata nel sud ovest della sardegna nello stesso fine settimana in cui io e te ci siamo conosciute: ceci, cavolo palla di neve, cipolla (sì, presumo ci fosse anche lei) e pomodorini secchi a insaporire e colorare il tutto
(cuoci i ceci a parte, naturalmente, dopo averli ammollati una notte e aver buttato via l’acqua di ammollo -io li cuocio con acqua e alloro e salo solo negli ultimi min. di cottura altrimenti potrebbero restare duri o faticare a cuocere- riduci il cavolo a fiorellini e fallo saltare con un po’ di olio, cipolla tritata e sale per qualche min., poi metti i ceci già cotti e fai andare il tutto per 10 min. o il tempo sufficiente perchè il cavolo si ammorbidisca e i sapori si fondano, a metà cottura metti i pomodori secchi tagliati a quadretti; piatto bello da vedere, buonissimo da mangiare e tra l’altro molto proteico per via dei ceci, senza bisogno di andare a scomodare capre o pecore ; ))
cappuccio:
tagliato a listarellle sottili e saltato per pochi min. -in modo che resti leggermente croccante- in olio e sale. stop. ..slurp!, volendo per voi mediterranei, non ci sta male una punta di peperoncino, ma lì a lanusei fa freddo come qui in val padana in questo momento dell’anno, quindi andateci piano con le spezie che “aprono”, fanno sudare e quindi vanno bene nei climi caldi! ; ))
verza:
tagliata a listarelle non troppo sottili, fatta saltare a fuoco vivace in aglio, olio e sale, bagnata con l’aceto (io uso quello di mele perchè più delicato) e lasciata stufare a fuoco basso, coperta, finchè tenera
broccolo:
cotto al vapore e frullato con: aglio, poco sale, olio, aceto e prezzemolo fresco ed eventualmente un pezzetto di pane raffermo ammollato per un po’ nell’accqua e strizzato bene; viene una salsa verde squisita da spalmare su fettine di pane, per farcire panini, per accompagnare verdure al vapore tipo carote, cavolo palla di neve, lo stesso broccolo!..
se la vuoi vedere di un verde più chiaro e brillante prova a farla con il cavolo romano o romanesco, quel cavolfiore verdissimo che sembra una montagna in miniatura ricoperta da un bosco di abeti perchè ha tutte le infiorescenze appuntite
i cavoli, poi, oltre ad essere dei potentissimi anticancro, essendo tondi scaldano e quindi preparano al periodo più freddo dell’anno che ormai è alle porte
un abbraccio caldissimo a te e alla bella gente conosciuta a lanusei
p.s. andrò a cercare senz’altro “il linguaggio della dea”
Ciao Chefa,
Buona Domenica.
Io in lacrime per la morte di Whitney Houston.
Ora si, brillerà come una stella