la salute, prima di tutto, è un fatto planetario:
ha a che fare con terra, aria, acqua e esseri (umani e non) che vivono e si nutrono di questi elementi
più leggeri siamo nei nostri consumi (alimentari e non!) più facciamo bene a noi, all’ambiente, agli altri esseri viventi di qualunque specie essi siano
12 anni fa ho cominciato a ridurre sempre più il cosumo di cibo animale, principalmente per un fatto politico : mangiare il meno possibile (o zero) cibo che ha succhiato quantità enormi di energie per essere prodotto/trasportato/conservato è un bene che facciamo soprattutto al pianeta e agli altri esseri che lo abitano
..e poi fa bene anche a noi..
fino a pochissime generazioni fa, la maggior parte delle persone -anche nel nostro “primo” mondo*- non mangiava la quantità di cibo animale che oggi mettiamo nel piatto, più volte al giorno..
l’incidenza delle cosiddette “malattie da benessere” (obesità, diabete, malattie cardiovascolari, cancro) era molto bassa
..parlate con una nonna della pianura padana (uno tra i luoghi più inquinati, antropizzati, sfruttati con monocolture, asfaltati e cementificati del mondo), una nonna nata negli anni ‘20 o ‘30 del secolo scorso, vi dirà che le persone erano molto più a contatto con l’ambiente, vivevano l’esperienza del freddo quando faceva freddo e quella del caldo quando faceva caldo, senza termosifoni o condizionatori..
vi dirà che il cibo era locale, di stagione, abbondante e di origine animale solo in occasioni speciali, quotidianamente invece di origine prevalentemente vegetale..
vi dirà che tutte e tutti facevano un’attività fisica pesante e che si percorrevano lunghi chilometri a piedi o in bicicletta per raggiungere ad esempio la scuola..
vi dirà che l’acqua dei fossi era trasparente e che era un piacere d’estate tuffarcisi dentro..
[continua]
*primo nel senso che è il primo ad aver dato il via a uno sfruttamento scellerato del pianeta e degli esseri viventi che lo abitano