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rosso di.. mela

il rosso scalda, lo sapevate?
indossare calze o guanti rossi aiuta a tenere calde le estremità in queste giornate dalle sembianze lapponi -almeno qui nella tristissima val padana ..so che da voi laggiù.. ehi, voi laggiùùùùù.., in terra sarda, per fare un esempio a caso, ma proprio a caso, ;DD le temperature sono ben diverse.. ehi, vero che sono diverse le temperatureeeee?.. ci sieteeeee?.. qualcun@ mi rispondeeeee?..- giornate lapponi, dicevo, solo dalle sembianze, sia chiaro, perchè qui l’aria è ormai stabilmente da anni quel perfetto mix di:
polveri sottili,
ma così sottili e penetranti che dai buchi del naso lemme lemme ti arrivano tranquillamente in circolo,
fibre di amianto leggere,
ma così leggere da entrare senza far rumore nei tuoi polmoni e depositarsi lì delicatamente e silenziosamente anche per anni, lustri, decenni,..
e poi umidità così fitta e nebulizzata che manco in un bagno turco..
dicevo?.. ah, che il rosso aiuta ad affrontare il freddo, peccato che da quando alla fine del 19esimo secolo la chimica ha cominciato a sgomitare in tutti gli ambiti della nostra vita, tutto ciò che abbiamo di rosso nell’armadio (ma anche di tutti gli altri colori, non illudiamoci) si ottenga attraverso una pratica tra le più inquinanti della terra.. ; (((
(il rosso, tra l’altro, prima dell’arrivo della chimica, pare si sia ottenuto sacrificando degli esserini animali: un tipo di mollusco che dava il colore porpora, nel caso dei fenici, e la cocciniglia nel caso di maya, atzechi, incas)

ma veniamo al rosso di oggi, rigorosamente naturale e vegetale

rosso di mela e cavolo cappuccio

ricetta piuttosto nordica, guardando lo stivale direi trentina-altoatesina, più in generale direi mitteleuropea-balcanica dove le mele smadroneggiano e i cavoli spadroneggiano (eh, diamo pari opportunità anche alle radici dei verbi, nooo?) e non solo d’inverno

3 mele rosse (se sono di varietà acidula, meglio)***
1/2 cavolo cappuccio rosso
2 C di olio e.v. di oliva
poco aceto di mele
2 pizzichi di sale

***compratele biologiche, da coltivatrici/ori che possibilmente conoscete di persona, che fanno di tutto per inquinare il meno possibile se stesse/i, voi, la terra,.. non comprate -ad esempio- quelle della multinazionale o quasi che inizia per “m” e finisce per “linda”, perchè? non compratele mai e basta!, però guardatele, sono tutte uguali, tutte tonde e regolari, quasi sicuramente per ottenere questa uniformità sono stati utilizzati dei gas (sì perchè il lato nord della mela -la sua parte esposta inevitabilmente a nord- se si lascia fare alla natura non potrà mai svilupparsi come il lato sud della mela, è ovvio), gas che danno l’effetto riempitivo su tutti i lati della mela (parola di produttore “a lotta integrata” della franciacorta che qualche anno fa descriveva a un gruppo di -sbalordite- consumatrici/ori critiche le pratiche agricole normalmente utilizzate dai suoi genitori produttori di frutta “convenzionale” o “normale” negli anni ‘70/’80.. ;((((((((((((((((((
..normale? come se da un certo punto in poi della storia agricola di questo pianeta coltivare biologico, in stagione, senza forzature, senza gas, senza chimica, fosse una cosa “a-normale”, “s-convenzionale”, quasi sconveniente, certo!, sconveniente o non conveniente e-co-no-mi-ca-men-te parlando.. che “tristeza”..
..tristeeeeeeza nao ten fin, feliiiiiiicidaaaaade sim..

ma veniamo alla ricetta:
affettate sottilmente il cappuccio (non buttate via le parti più dure, è CIBO!, usatele tagliate sottilmente in una zuppa o frullatele in una vellutata insieme ad altra verdura, o infilatele -frullate- in un patè di legumi, o alla peggio, ma proprio alla peggio, usatele per fare un brodo vegetale), fatelo saltare nell’olio in una pentola dal fondo pesante, salate poco e fatelo ammorbidire un po’ per conto suo, tranquillo, al buio del coperchio, a fuoco basso -non dimenticatevelo però, potrebbe avere una crisi e autoincendiarsi per stress da abbandono.. ; ))- a un certo punto (il punto in cui è stata scattata la foto) unite le mele a fettine con la loro bella buccia rossa bio e croccante in tutto il suo splendore e cuocete ancora per qualche min. salando ancora un po’ e lasciando andare a fuoco basso e coperto finchè anche le mele saranno sì cotte ma ancora un po’ sode ..ah, dimenticavo, dopo aver messo le mele date anche una spruzzatina di aceto di mele

in trentino alto adige vi direbbero di mangiarlo come contorno a una fetta di animale di solito piuttosto rosa ; ((((((((((( ( animale che in terra sarda si usa tristemente mangiare cucciolo.. ..tristeeeeeeza nao ten fin, feliiiiiiicidaaaaade sim.. ; ((((((((((( )
io dico: se volete proprio mettere questo contorno vicino a qualcosa di rosa, fate una cosa: fate una cottura base di fagioli bianchi e nel momento in cui li ripassate in padella tingeteli con un po’ di barbabietola cotta e frullata, avrete dato qualche frammento in più di vita non solo all’animale rosa ma al pianeta.. ..sempre di fianco non ci starebbe male un cereale, a questo punto rosso (un risotto rosso, semplice semplice, fatto, per esempio, con abbondante cipolla rossa e sfumato con un po’ di vino rosso, per esempio)

..e a forza di evocarla eccola la “tristeza” -che non ha fine- nella versione di una splendida signora

10 Comments

  1. Laura
    Posted 21 gennaio 2012 at 00:08 | #

    Bella questa semplice ricetta! Forse non ti ho ancora detto che mi sono trasferita a vivere in Germania e ammetto che mi mancano molti gli ortaggi del mediterraneo, ma anche i frutti delle montagne. Quindi apprezzo molto questi cavoli e mele (che è vero si trovano qui tutto l’anno in tutte le salse)! Mi mancano i kiwi, i broccoli e i pomodori d’estate…ma in fondo, come mi insegni, forse vivendo a queste longitudini se loro non crescono, a me non servono ;-)
    Grazie di scrivere! Attendo con gioia ogni tuo nuovo post!

  2. Simy
    Posted 21 gennaio 2012 at 14:37 | #

    Il rosso è il mio colore preferito ;) ))
    Ho già l’acquolina in bocca.
    Feliciiiiiidaaaaade sim..ona :D

  3. Posted 21 gennaio 2012 at 16:10 | #

    cara laura, che bello risentirti e sapere che da lontano attendi con gioia i sogni/deliri ; ))) di questa chefa nata per sbaglio in val padana… ; (((
    …e che coraggio vivere nel freddo continentale e per di più circondata dai suoni gutturali teutonici ; ))), grande coraggio! complimenti!, io non ce la potrei mai fare..
    ti abbraccio forte
    (p.s. quando rientri, se qualche volta rientri, portami, se puoi, un po’ di pastinaca che lì dovrebbe essere facile trovare ..qui impossibile e quando la chiedi ti dicono: “pasti.. cheee?!)

  4. Posted 21 gennaio 2012 at 16:14 | #

    ..wow, simona, vedo che canticchi.. ; ))))), vieni “do brasiu”? o semplicemente ti piace la musica “do brasiu”?

  5. Laura
    Posted 23 gennaio 2012 at 00:02 | #

    Ciao cara Chefa, grazie per la risposta.
    Ora che vivo in metropoli ho più contatto con la natura di quando stavo in altre città italiane, riesci a credermi?
    Forse proprio perchè sono in una metropoli ho bisogno di perdermi ogni tanto nelle foreste che circondano Berlino. Ho aiutato in ottobre alcuni amici contadini a raccogliere mele, cipolle, patate e topinambur. Dalla terra alle mani :-) una bellissima esperienza.
    La comunità vegetariana è qui molto grande e quella vegana in costante crescita. Per rendere la scelta di vita cruelty-free anche pollution-free ci sono però ancora dei passi da fare. I tedeschi vanno matti per i pomodori tutto l’anno, l’avocado e tutti i frutti tropicali…anche tra la comunità vegana. Per non parlare poi della scena crudista! Senza cocco o datteri credo si estinguerebbero! :-)
    Hanno aperto un supermercato vegano con tantissimi prodotti importati dagli USA o dall’Inghilterra. Ma per lo meno si sono resi conto che importare le mele dalla Nuova Zelanda in Germania è davvero ridicolo (cosa che fanno molti discount…mi chiedo quale profitto ne traggano).
    Allo stesso tempo però c’è un forte senso del riciclo, del cool second-hand, sia negli abiti che nell’arredamento. I mercati delle pulci in primavera ed estate spopolano!
    Tuttavia essere coerenti in questo sistema è un’impresa titanica!

    Sarò felice di portati una pastinacca! E’ diventata la miglior compagna della zucca hokkaido nelle mie zuppe! ;-) Sai che qui si trovano anche le radici (fatte a palla) del sedano? Si possono fare a fettine e poi in forno o in padella a rosolare. Non le avevo mai viste in Italia.
    Un caldo abbraccio dall’umidiccia Berlino!
    Laura

  6. Orsa
    Posted 29 gennaio 2012 at 03:33 | #

    ciao chefa, di ritorno dalla nostra bella serata con cena vegan leggo questo tuo post e rimango incuriosita da questa ricetta. domani la voglio provare, col cavolo cappuccio di flà e le mele del maso paradais.
    besitos :)

  7. Posted 31 gennaio 2012 at 00:18 | #

    eh.. ricettina buona buona, cara orsa, provare per credere

  8. enrico
    Posted 7 febbraio 2012 at 09:01 | #

    ciao Chefa! bellissimo gioco cromatico per questa ricetta… e poi quelle mele credo siano quelle fantastiche che ho potuto assaggiare anch’io …volevo sottolinearti che a leggere i tuoi post è come sentirti parlare dal vivo, più leggi e più la tua voce viene fuori. Provali anche con un mix di bucce grattugiate di agrumi e granella di nocciole tostate. Hasta siempre.

  9. enrico
    Posted 7 febbraio 2012 at 09:02 | #

    non so da dove arriva la foto di Serenella, ??? bo???

  10. Posted 7 febbraio 2012 at 10:33 | #

    ciao enrico, ma.. hai cambiato identità nel frattempo??.. ;)
    sì, le mele son proprio quelle che abbiamo mangiato e cucinato insieme
    ..ah proposito, dopo il nostro buffet di lunedì scorso, a me è rimasto tutto il tuo buonissimo tofu artigianale ..ho dovuto inventarmi una tale montagna di ricette nuove che scriverò un libro! ;) ..a te dovrebbe essere rimasta tutta la torta fatta con le fantastiche mele, fatta testare al ristorante o te la sei pappata tutta tu?? ;)

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