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tofu rosa (+ verde)

oggi foto di un po’ di giorni fa già salvata nel pc …macchina fotografica caduta a faccia in giù nelle acque gelide di sirmione (lago di garda, per chi non conoscesse la bella lingua di terra che dalla sponda sud si allunga verso il centro del lago) …caduta anch’io, faccia in giù, vestita, zaino in spalla, digitale al collo… ; -) ; -(
…fregata dal vento e dalle onde del lago… che però aveva tali sfumature di azzurro chiaro da sembrare mare… ; -)
a parte la mezza albicocca bluastra e semisanguinanate che è subito lievitata sullo stinco sinistro dopo il brusco incontro con un sasso sott’acqua, giornata splendida, praticamente estate, camminando -spesso piedi in acqua perchè spiaggetta minuscola o assente anche causa onde- lungo tutto il perimetro della punta della lingua (di terra)

patè di tofu rosa

1 panetto scarso di tofu
1 barbabietola
1 manciatina di capperi sotto sale
1 spruzzata di aceto di mele
qualcosa di verde (olive verdi snocciolate/ parte verde di cipollotto fresco/ erba cipollina fresca/ rucola fresca)

cuocere a vapore la barbabietola (non fatene cuocere una, visto che serve un bel po’ di tempo e di gas, fatene cuocere alcune e poi usatele man mano nei gg successivi per “tingere” sughi, paste, risi, zuppe,… visto che fanno diventare rosa qualunque cosa), dissalare in acqua i capperi per almeno mezz’ora, scottare il tofu in acqua bollente leggermente salata per 3 min. e frullarlo insieme a capperi, barbabietola cotta, aceto e -se serve- una cucchiaiata di acqua di cottura del tofu; spalmare il paté, che dovrà risultare piuttosto compatto, su gallette di riso (ma anche pane integrale a pasta acida, crackers, piadine strutto-free,… attenti però con i prodotti da forno, ne mangiamo sempre un po’ troppi, son molto yang, ci contraggono, ci induriscono, ci avvizziscono… eh sì, tutto ciò che è secco e ha subito una cottura molto forte come quella al forno secca stramaledettamente la pelle… attenzione voi tutt* che vi preoccupate per le rughe vicine o lontane nel tempo…)
guarnire a piacere con qualcosa di verde (quella della foto è rucola selvatica piuttosto piccante e infestante per il mio già affollato, piccolo orto, chi ne volesse un po’ da trapiantare nel suo mi faccia un fischio)

non amo il rosa e nemmeno il verde (certo, i rosa e i verdi della primavera li amo, chiaro) ma questo pezzo, morbido/ruvido, lento/frenetico, sì lo amo e mi fa pensare con estrema dolcezza al tenero/sguaiato signore toscano, un po’ ombroso e poco incline al sorriso, conosciuto personalmente (mi sembra ormai ere geologiche fa!!!…), che all’epoca fece uscire dal suo cuore e dalle sue corde vocali una serenata “verde” per me davvero speciale e fuori dal comune… (“per me” non nel senso “dedicata a me”… magari!… ; -)) …e poi io non ho nè occhi verdi nè trecce corallo, ma occhi azzurri e trecce castane)
…ah, diaframma è il nome del gruppo, il tenero/sguaiato signore è federico fiumani

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