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genova per voi

domani a genova.
genova per me. genova per noi che dieci anni fa ci siamo faticosamente e a lungo preparate/i per andare, insieme alle tante sfaccettature del movimento, a manifestare contro le politiche mostruosamente squilibrate dei “grandi 8″ della terra

ne approfitterò per fare un po’ il punto. il mio punto. anche il punto G, perchè i discorsi ripartono da genova se si (ri)parla anche di questione di genere, oltre che di globalizzazione

oggi, prima della partenza, eccomi già nel clima ligure con il

cundigiun

3 piccole patate novelle
1 bella manciata di fagiolini
3 pomodori maturi ma sodi
1 cipolla fresca (io ho usato la tropea)
una manciatina di capperi sotto sale
una manciata di olive (se usate le taggiasche son le sue)
qualche fogliolina di basilico fresco
1 pizzico di sale
2 C di aceto (io lo uso di mele)
1 C di olio e.v. di oliva (ligure sarebbe proprio il suo)

dissalare i capperi per circa mezz’ora in acqua cambiata spesso, cuocoere al vapore o lessare le patate e ridurle a spicchi, cuocere i fagiolini un po’ al dente, quando le verdure cotte saranno tiepide unirle in un’isalatiera a pomodori a cubetti, cipolla a mezzaluna sottile, olive e capperi, condire con sale, aceto, olio e poca acqua di cottura (dei fagiolini) emulsionati bene tra loro, profumare con basilico
gusterei a temperatura ambiente (ma nelle anomale serate fresche di questo luglio -almeno qui in val padana- se le due verdure cotte sono appena state tirate giù dal fuoco non è male… scalda il cuore…) con del pane leggermente tostato, sfregato di aglio e con qualche goccia d’olio

insalata contadina povera ma ricchissima di colori, profumi, sapori, sali minerali, vitamine, persino un po’ proteica (data la presenza dei fagiolini), fatta con quello che la stagione più bella e colorata dell’anno offre nell’orto
ne esistono, naturalmente, infinite versioni, anche molto più proteiche e molto più “grasse sature” (che significa che a un certo punto qualcun@ ci ha cominciato a infilare dentro pezzi di cibo animale… ), …ma direi che se vogliamo continuare (o cominciare) a far crescere quei semi fatti faticosamente germogliare (o tenuti accuratamente da parte) dieci anni fa bisogna provare a mettersi ANCHE dalla parte antispecista del pianeta (l’essere umano non può continuare ad essere l’unico padrone incontrastato …ci sono anche le altre specie…)

ecco allora genova per voi.
soprattutto per voi che non c’eravate e che non avete potuto vivere da dentro neanche un istante i giorni festosi e solari -ma anche luttuosi e cupi- pacifici e nonviolenti -ma anche estremamente guerreggiati e violenti- di quel luglio 2001…

io ero lì, avevo le mani bianche e tanta voglia in testa e nell’anima di cambiare il mondo
qualche seme mi è germogliato tra le mani, qualche altro è stato calpestato e reso subito sterile a ritmo di manganelli e odor di lacrimogeni…

e allora:
l’annuncio degli importantissimi lavori del “punto G” (genova, genere, globalizzazione) del mese scorso da parte di livia menapace (che -non glielo avra detto nessun@- ha un cognome che è tutto un programma!… ; -)) )

la mamma (oggi) di carlo giuliani, ragazzo …ucciso dalla violenza di genova…

una testimonianza di una ragazza tra le migliaia di chi si è trovata a fare i conti diretti con una violenza spaventosamente sessista…

la prima parte (di 14) di una ricchissima puntata di “blu notte”


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