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colazione da… wilderness

…ricordo di una delle ultime colazioni in un campeggio nel profondo, selvaggio sud sardo… :

frutta al naturale
procedendo dall’alto del piatto, in senso antiorario :
-fichi neri dolci da svenire
-more di rovo, maturate all’ombra dell’albero dei fichi dolci da svenire (le altre more, quelle maturate al sole, erano praticamente ormai disidratate, ma dolcissime, adatte per essere conservate così, tali e quali, e usate in qualche ricetta il prossimo inverno, nelle giornate più rigide e buie, quando una potente nostalgia dei blu e assolati cieli mediterranei comincerà a farsi largo dentro…)
-melone bianco sardo, ricevuto in regalo da una produttrice algherese di cucurbitacee bio
nient’altro, perchè la frutta era già perfetta così: matura, invitante, profumata, dolce e succosa

la più semplice, fresca (buona per pupille, papille e villi) colazione tardo-estiva
certo di difficile realizzazione in piena val padana…*** ; -(((
più facile invece se vivi in un luogo dove, con una passeggiata nella wilderness, puoi godere appieno dei frutti spontanei della terra prima osservandoli, poi odorandoli, quindi afferrandoli dalla pianta e finalmente mordendoli…magari caldi di sole…uuuuuuuuh… e se in più hai la fortuna di essere o conoscere qualcun@ che ha deciso di coltivare senza usare sostanze inquinanti per sè, per te, per me, per la frutta, per il pianeta…benissimo!
(***le more di rovo ci sono anche in val padana ma non ha senso fare alcun paragone… ; -(((, pure i fichi ci sono, ma mmmai così dolci e difficilmente spontanei, liberi, dalle fronde così aperte e selvagge… sempre invece così potati e ordinati e contenuti nei giardini o negli orti, a loro volta circondati da vie, traverse, provinciali, statali, tangenziali, arterie autostradali…
; -(((((( )

…e mentre consumavo questa quasi ultima colazione affiora un ricordo di una tra le cose più da brividi di questo lungo soggiorno sardo…
…il festival ideato da paolo fresu a berchidda è finito, siamo ormai alla coda con degustazione di vini galluresi di fianco a snack animali, animalissimi!, purtroppo… ; -((, e poi banda, ballerine e ballerini, coro a tenores, tutt* rigorosamente made in berchidda
dopo la bellissima esibizione mi metto a parlare con due tenores, chiedo dettagli sui loro abiti, sulla struttura del loro canto, sul repertorio
raccontano volentieri, si illuminano i loro occhi mentre spiegano, mi offrono vino, dico no perchè ho già ceduto a quattro dita di vermentino a stomaco vuoto, in più siamo sotto il solleone di metà agosto all’una e mezza del pomeriggio…
a un certo punto uno dei due mi porge un bicchiere con dentro un liquido marrone, sono arsa dalla sete, mi illudo ; -))) sia succo di un frutto sardo che ancora non conosco… ne tracanno più della metà e capisco invece che è quella roba marrone piena di zucchero e altre amenità -ricetta ancora oggi segreta, ma non troppo- di quella multinazionale piovra che boicotto da anni… ma la loro compagnia è troppo piacevole, mi spiace dire un altro no e così …vuoto il bicchiere… ; -((( ; -)))
a un certo punto uno di loro dice all’altro: “chiudiammo con una ninna nanna” e mi invitano a seguirli, ci spostiamo in un punto più fresco del museo del vino e guardandomi negli occhi mi dicono : “perchè noi premiammo chi apprezza il nostro ccanto…”, mi ritrovo messa dolcemente a sedere su una sedia, avvolta da cinque signori in piedi che si accordano qualche istante, inspirano profondamente e iniziano a cantare …ho le vibrazioni delle loro corde vocali ma soprattutto dei loro diaframmi tutto intorno alla mia testa e alla parte alta del busto (direi il cuore), sono letteralmente attraversata dal loro canto… per alcuni lunghi, infiniti minuti mi lascio cullare dalla loro ninna nanna celestiale

ecco qua: i signori sono loro (qui in formazione piena), quella al centro non sono io (lei ride, io ho lasciato per terra un laghetto di lacrime…) e nemmeno il pezzo è quello, ma se un giorno arrivate dalle parti di berchidda e vi capita di sentirli cantare, chiedete di farvi avvolgere da questo abbraccio vocale, saranno orgogliosi, felici e dolcissimi nell’accontentarvi, e chiedete una ninna nanna…credetemi, è un’esperienza unica, da non perdere per nessuna ragione al mondo…
la regione ombelico del mediterraneo è anche questo
(grazie ancora paolo -piccolo grande trombettista cinquantenne di berchidda- grazie! …e grazie ancora dal profondo del cuore ai dolci tenores di berchidda…)

2 Comments

  1. Stefania
    Posted 12 novembre 2011 at 15:34 | #

    Che splendida ode alla mia terra !!!
    Ti abbraccio sorella … Stefania
    ps
    il fico ha per me un significato prezioso , nutriente anche dell’anima … a presto!!

  2. Posted 14 novembre 2011 at 17:50 | #

    grazie stefania!
    grazie per quel “sorella”, non sai quanto è bello sentirmelo addosso…
    quanto al fico, è una di quelle cose che più mi fanno trasgredire (con grande godimento dell’anima e dello stomaco) la regola della moderazione… ; )))

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