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bella ciao

qualche evento, anche informatico -ieri aruba col suo principio di incendio ha fatto tremare noi blogger di mezza italia…-
mi ha tenuto lontana da “le cuoche” (ma poco dai fornelli!)

eccomi allora subito con una minestra di riso e ortiche

1 T di riso integrale (o semintegrale se volete accorciare un po’ i tempi di cottura, ma l’integrale sappiate che vi fa bene, vi fa bene un sacco!)
1 cipolla
1 carota (ma non è indispensabile e poi qui nel profondo nord non è propriamente stagione di carote, io avevo appena ricevuto in regalo dalla mia vicina di bifamiliare una mezza zucca cresciuta da lei ma adagiata e maturata sul tetto della mia rimessa attrezzi nell’orto, zucca ancora squisita, ne ho messo quindi qualche dadino per dare colore)
1 mazzetto di cime di ortica (andate via lisce/i anche senza guanti, basta prendere solo le cimette più tenere, ma tenetevi alla larga dalle tangenziali!!!!!……)
2 C di olio e.v. di oliva
sale q.b.
3 o 4 T (dipende se la volete più o meno spessa) di brodo vegetale fatto in casa (con qualche verdurina, sale, due foglie d’alloro, due chiodi di garofano infilati in una cipolla, ecc.) o con quello in polvere, ma, mi raccomando, senza glutammato!

in una pentola dal fondo pesante saltare la cipolla tritata fine nell’olio, unire una piccola parte di ortiche tritate e il riso lavato, far tostare un attimo, aggiungere il brodo vegetale e far prendere il “bollo”, abbassare al minimo la fiamma, coprire e cuocere per 30 min. (se semintegrale), per 45 (se integrale), unire eventualmente la carota a dadini piccoli negli utlimi min. di cottura insieme al resto delle ortiche spezzettate con le mani, se necessario aggiungere altro brodo vegetale caldo (e volendo un filo, ma proprio un filo di extravergine di oliva) poco prima di gustare fumante
una minestra semplice, sobria, povera ma ricca, con quel guizzo di selvatico che in questo periodo dell’anno non dovrebbe mancare mai nei piatti per consentirci di riallinearci con la stagione (mangiare germogli, getti nuovi, foglioline tenere in primavera muove via il vecchio un po’ statico e stantìo che l’inverno ci ha messo addosso e ci fa un po’ rinascere, perdere peso, alleggerire lo spirito… …non mi stufo di dire, però, di dimenticarvi naturalmente zucchine, mealanzane, peperoni, pomodori, …che qui al nord saranno pronti a partire da fine giugno, se va bene…)

minestra da gustare soprattutto in queste sere fresche e piovose …pensando intensamente al lavoro DURO di tuttE quellE che -sfruttate- hanno lavorato (e che lavorano) DURO in risaia… e non solo…

…così, un po’ in ritardo, ma alla vigilia del primo maggio va perfetta soprattutto la prima parte “femmina” (la versione originale che a me strappa di più le viscere) …ma anche la seconda più “maschia” ha sempre il suo perchè…

…ma verrà un giorno
che tutte quante
o bella ciao, bella ciao
bella ciao ciao ciao
ma verrà un giorno
che tutte quante
lavoreremo in libertà…

…strofa importante -che qui manca!!- perchè sfumata e sormontata dalla versione partigiana…

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